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 La storia insegna che la storia non insegna nulla (Alessandro Manzoni)    
Pietro Pecorari

Pietro Pecorari nasce il 25 gennaio 1935 da una tipica famiglia contadina di Selci-Lama, un paese dell'Alta Valtiberina al confine tra Umbria e Toscana. Ha iniziato a dipingere nel 1957 sollecitato dal prof. Gianni Angelini, direttore artistico della Perugina s.p.a. Nel giugno del 1980 Pietro espone a Firenze, alle Logge Rucellai: "Pecorari è un artista che difficilmente trova collocazione tra le correnti poichè metterlo tra i naif è come ignorare la grande importanza che dà alla costruzione pittorica" (Il Messaggero di Roma). Negli anni 80 espone anche a Milano, presso il centro sperimentale di giornalismo. Qui Silvio Ceccato, affascinato dalle "stupende semplici cose", ha voluto proporre con un intervento introduttivo, l'opera dell'artista valtiberino agli studenti del corso di giornalismo. Siamo nel 1985 e Fabrizio Dentice, critico d'arte per L'Espresso scrive: "La sua pittura, che trovo interessante ed anche spiritosa, giocata per una metà nella carta del surrealismo e per l'altra su quella del puro divertimento (...)". Rita Valli, per lungo tempo insegnante presso l'accademia di Brera a Milano, scrive che i soggetti di Pecorari "esprimono con garbo le debolezze umane". E ancora nel 1989 scrive con straordinaria profonda intuizione Tommaso Paloscia: "Pecorari, di fatto, è solo in apparenza un uomo semplice e disarmato... ...covando egli nell'intimo tutte le aspirazioni di un pittore della nostra epoca e soffrendo il travaglio delle apprensioni drammatiche suscitate dalla contemporaneità con i suoi travolgimenti sociali, politici, culturali (...)Pecorari piace per tutte queste cose che nell'insieme rappresentano la sua personalità artistica."

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10-06-2008


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